Luciana Castellina a Monteviale!

feb 17.

Luciana Castellina a Monteviale!

Domenica 17 febbraio, ore 14.30 nella Sala Conferenze del Centro culturale, ci sarà un incontro straordinario con LUCIANA CASTELLINA, politica, giornalista e scrittrice. Luciana è stata una militante politica, iscritta al PCI nel 1947, partito da cui è stata radiata nel 1969 quando, con Magri, Natoli, Parlato, Pintor e Rossanda, ha fondato il manifesto, di cui è divenuta una delle voci piú autorevoli. Dal 2014 è presidente onoraria dell'ARCI. Tra i suoi libri piú recenti, ricordiamo La scoperta del mondo (2011), Siberiana (2012), Guardati dalla mia fame (2014), Manuale antiretorico dell'Unione Europea (2016) e Amori comunisti (2018). Fra i quattordici e i diciotto anni Luciana ha tenuto un diario che racconta la sua iniziazione politica: dal giorno in cui, il 25 luglio 1943, a Riccione, la partita di tennis con la sua compagna di scuola Anna Maria Mussolini viene interrotta perché la figlia del Duce deve scappare (suo padre è stato appena arrestato a Roma), a quando si iscrive al PCI. In mezzo, l'evoluzione di una ragazza dei Parioli, con gli occhi aperti sul mondo e sulla storia, titubante nei suoi pensieri e curiosa di capire. All'interno del romanzo-diario La scoperta del mondo Luciana ha dedicato delle pagine straordinarie a Monteviale, ai suoi paesaggi e ai suoi abitanti. In quegli anni, infatti, ha trascorso alcune estati ospite dei cugini Ascoli, poi costretti a fuggire in Svizzera a seguito delle persecuzioni razziali.

Data
17 febbraio 20192019-02-17T03:30:00
Ora
15.30 2019-02-17T03:30:00
Luogo
Centro culturale, Piazza Libertà 20 Monteviale

LA SCOPERTA DEL MONDO

"'42- ’43. Monteviale
A Verona c’erano i bombardamenti; le sirene, di notte, suonavano sempre più spesso. Per sicurezza, fui mandata a Monteviale.
Monteviale è stato uno dei luoghi mitici della mia infanzia. In quel paese, a dieci chilometri da Vicenza, sulla collina dirimpetto a Monte Berico, i miei zii Ascoli, veneziani, avevano una campagna, e alla fine d’agosto, tutti gli anni, approdavano lì fino alla riapertura delle scuole, che allora cominciavano tardissimo. Le giornate erano lunghe e vuote, davano il tempo per quella noia preziosa di cui oggi i bambini non godono più. Necessaria a pensare, a perlustrare il territorio, a conoscere gli animali e le piante. A parlare con i diversi da noi: i contadini. Vendemmiavamo, pestando con i piedi l’uva dentro i tini, ubriacandoci del mosto."

[da La scoperta del mondo]